FIRENZE, L’EFFETTO CHIARA FERRAGNI AGLI UFFIZI

Come è ormai noto, l’imprenditrice e regina di Instagram Chiara Ferragni, con la sua visita agli Uffizi di Firenze, ampiamente documenta su Instagram, ha generato il cosiddetto “effetto Ferragni”: boom di visitatori e di giovani nel weekend tra il 17 e il 19 luglio. La star dei social, posando per un servizio di Vogue Hong Kong, invitava tutti i suoi follower a visitare “il museo più bello del mondo”. Un’operazione di co-marketing tra l’imprenditrice di Cremona e il museo di Firenze, perfettamente riuscita, che ha prodotto grandi risultati e non poche critiche.

L’effetto Ferragni: + 27% di giovani

Si parte, come è giusto che sia, dal risultato. 610mila like sul post della Ferragni, quasi 40mila sul profilo della Galleria e oltre 2500 commenti totali. Nella settimana successiva alla sua visita, gli Uffizi sono diventati trend topic su Twitter, Instagram e sulle ricerche di Google. Ma, ovviamente, i numeri non si limitano al web. I dati e le statistiche degli ingressi tra il 17 e il 19 luglio parlano chiaro: 9321 visitatori, quasi 2000 in più rispetto al weekend precedente. Il dato più interessante, però, è l’aumento degli under 25 in visita al museo. “Non solo siamo schizzati alle stelle sui nostri canali social – ha raccontato a Fanpage.it il direttore del museo, Eike Schmidt – ma abbiamo registrato fino al +27% di giovani, sotto ai 25 anni, in più al museo.

Una scelta, dunque, vincente. L’influencer marketing nell’ambito dei beni culturali non è nato con la visita alla Ferragni. Molti artisti in un recente passato hanno ‘posato’ in sedi storiche, sperimentando nuove strategie e strumenti comunicativi. L’obiettivo è l’aspetto più difficile: arrivare ai giovani attraverso un nuovo linguaggio, quello dei social, molto diverso dalle campagne di comunicazione tradizionali. “Le nostra collezioni appartengono alle nuove generazione”, ha spiegato ancora Schmidt. “Se i giovani non stabiliscono oggi una relazione con il patrimonio culturale, è improbabile che in futuro, quando saranno loro i nuovi amministratori, vorranno investire in cultura”.

La polemica

A scatenare la polemica è stato un post, pubblicato sulla pagina Instagram del museo, in cui la Ferragni viene immortalata davanti alla Nascita di Venere del Botticelli. “Ai nostri giorni – si legge sul post – l’italiana Chiara Ferragni incarna un mito per milioni di followers, una sorta di divinità contemporanea nell’era dei social”. A ‘tali’ affermazioni, il mondo del web come sempre si è diviso.

Sull’account del museo sono piovute accuse soprattutto da studiosi, appassionati e critici d’arte, che accusavano la Galleria di “caduta di stile” e “fare marchette”. Accanto alle critiche, purtroppo, anche tanta spazzatura (hate speech). Ma sono stati in molti anche a difendere l’imprenditrice digital, apprezzandone l’iniziativa. “C’è gente che riesce a criticare la Ferragni anche se visita un museo. Ma stiamo scherzando? “, ha commentato su Instagram il sindaco della città, Dario Nardella.

Il patrimonio culturale italiano: tra tutela e valorizzazione

L’Italia vanta un patrimonio culturale unico al mondo, da tutelare e valorizzare. Ma anche ‘sponsorizzare’, non solo nel senso economico del termine, attraverso interventi volti a promuoverne la conoscenza. Soprattutto tra i più giovani e in un momento storico, in cui l’Italia perde quasi 31 milioni di turisti stranieri e un museo su otto rischia la chiusura, molto importante per la ripresa economica.

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Ieri ed oggi … I canoni estetici cambiano nel corso dei secoli. L’ideale femminile della donna con i capelli biondi e la pelle diafana è un tipico ideale in voga nel Rinascimento. Magistralmente espresso alla fine del '400 da #SandroBotticelli nella Nascita di #Venere attraverso il volto probabilmente identificato con quello della bellissima Simonetta Vespucci, sua contemporanea. Una nobildonna di origine genovese, amata da Giuliano de’Medici, fratello minore di Lorenzo il Magnifico e idolatrata da Sandro Botticelli, tanto da diventarne sua Musa ispiratrice. Ai giorni nostri l’italiana Chiara Ferragni, nata a Cremona, incarna un mito per milioni di followers -una sorta di divinità contemporanea nell’era dei social – Il mito di Chiara Ferragni, diviso fra feroci detrattori e impavidi sostenitori, è un fenomeno sociologico che raccoglie milioni di seguaci in tutto il mondo, fotografando un’istantanea del nostro tempo. 🌍ENG: Beauty standards change in the course of time. The female ideal of a blonde- haired woman with diaphanous skin is a very common beauty model in the Renaissance. Masterfully expressed by the Florentine Sandro Botticelli in The birth of Venus maybe portraying the face of one of his contemporary, Simonetta Vespucci. A beautiful noble woman, of Genoese origin, beloved by Giuliano de’ Medici, the younger brother of Lorenzo the Magnificent ; she was so worshiped by Sandro Botticelli that she became his muse. Nowadays, Chiara Ferragni, born in Cremona, embodies a role model for millions of followers – a sort of contemporary divinity in the era of social media – The myth and the story of Chiara Ferragni, argued by harsh critics and supported by faithful fans, is a real sociological phenomenon that involves millions of supporter worldwide and it can undoubtedly be considered a snap-shot of our time.

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